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Torino FC


By Anonymous - Posted on 23 April 2008

Il Torino Football Club, comunemente noto come Torino, è una società di calcio professionistica italiana di Torino, fondata nel 1906. Il club si è quasi sempre schierato tra le prime file del calcio italiano e gioca attualmente in Serie A, nella stagione 2007–08.

Il Torino, che gioca in maglia granata e pantaloncini bianchi, ha vinto lo scudetto ben sette volte, il primo nel 1927–28 e il più recente nel 1975–76. Si è anche aggiudicato cinque Coppe Italia. La migliore posizione raggiunta dal Torino in ambito europeo è stato il secondo posto nella finale di Coppa UEFA del 1991–92. Storicamente parlando, il Torino è la quarta squadra più importante del calcio italiano.

Il club si chiamò Associazione Calcio Torino fino al 1970 e Torino Calcio dal 1970 al 2005.

Storia

Il Foot Ball Club Torino fu fondato il 3 dicembre 1906 dopo un incontro svoltosi nella birreria Voigt in Via Pietro Micca, nel centro di Torino. Alla sua fondazione partecipò un gruppo di dissidenti della Juventus, guidato da Alfredo Dick, che aveva lasciato i bianconeri perché non condivideva l’idea di trasferire la Juventus fuori Torino, oltre che da altre personalità tra le quali l’imprenditore svizzero Hans Schoenbrod (primo presidente) e Vittorio Pozzo (in seguito commissario tecnico della nazionale).

Il primo campo in cui giocò l’FBC Torino fu il Velodromo Umberto I nel quartiere La Crocetta preso in affitto da Dick. Il Torino attirò giocatori da altre squadre tra le quali l’FBC Torinese che finì per essere dissolta. La scissione del Torino dalla Juve, che non avvenne in modo amichevole, dette il via all’appassionata sfida stracittadina detta Derby della Mole.

Campionato di calcio italiano

Il Torino partecipò al primo vero torneo internazionale di calcio, Torneo Internazionale Stampa Sportiva 1908, ospitato dalla città di Torino e organizzato dal quotidiano italiano La Stampa Sportiva. La squadra perse 3-1 in finale contro gli svizzeri del Servette. Al torneo seguì il Sir Thomas Lipton Trophy nel 1909 al quale partecipò un Torino XI che comprendeva giocatori della Juve e del Torino, ma che non arrivò in finale.

Dopo i primi anni, il Toro dovrà interrompere la sua partecipazione al campionato, sospeso per lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, e si vedrà revocare il suo primo scudetto nel 1926/27 a causa di un’irregolarità in una partita contro la Juventus. Il Torino vinse il primo Scudetto nella stagione successiva 1927/28 e, tra il 1942/43 e il 1948/49, il "Grande Torino" era da tutti considerato la miglior squadra nella storia del calcio italiano, dopo essersi aggiudicato altri cinque scudetti sotto la guida dal capitano Valentino Mazzola.

Il 4 maggio 1949, tutti i giocatori del Grande Torino, salvo un calciatore assente per infortunio, morirono in un incidente aereo contro la collina torinese di Superga. Da allora il club non si riprese più e dopo un decennio di mediocri stagioni, retrocesse in Serie B nel 1958/59, anche se nella stagione successiva risalì in Serie A.

All’inizio degli anni '60 e fino alla fine degli anni ‘80, i granata ottennero buoni risultati in Serie A, tra cui un altro Scudetto nella stagione 1975/76. Ma dalla fine degli anni ’80, proseguirono tra alti e bassi, alternando la Serie A alla Serie B, riportando poche vittorie ad eccezione della Coppa Italia nel 1992/93 e della Coppa Mitropa nel 1990/91. Tra i risultati migliori nella storia del Toro, c’è una finale di Coppa UEFA nel 1991/92 che vide un Torino sconfitto contro l’Ajax dopo essere uscito imbattuto sia all’andata che al ritorno.

Nella stagione 2004/05, il Torino finì al terzo posto della Serie B e, dopo aver vinto al termine delle eliminatorie, ritornò in Serie A. Tuttavia, la FIGC, l’organo di governo del calcio italiano, espulse dalla Serie A sia il Torino che il Messina a causa dei problemi finanziari di entrambe le squadre. Ma mentre il Messina fu riammesso in appello, non fu così per il Torino che fu eliminato dal panorama sportivo italiano.

Tramite il Lodo Petrucci (procedura che permette a una società sportiva erede diretta di una fallita di essere ammessa alla serie immediatamente inferiore a quella precedente), fu fondata una nuova società denominata Torino F.C., che fu ammessa a giocare in Serie B nella stagione successiva. Acquistata dall'imprenditore Urbano Cairo, la squadra finì in terza posizione della Serie B nella stagione 2005/2006, essendo quindi qualificata a partecipare alle eliminatorie per la promozione dove sconfiggerà il Mantova in finale, risalendo così in Serie A.

Anche nelle sue stagioni peggiori, il Torino ha spesso conseguito buoni risultati in partite epiche (i cosiddetti derby) contro la Juventus, l’altra squadra torinese. Dal 1990 il club gioca allo Stadio delle Alpi (capacità di 69.040 posti) che condivide con la Juventus. Prima di allora, entrambe le squadre hanno giocato per trent'anni allo Stadio Comunale, il Torino proveniva dal glorioso Stadio Filadelfia, in cui giocava ai tempi del Grande Torino. Nella stagione 2006/07 il Torino inizierà a giocare in un nuovo campo più piccolo di sua proprietà, lo Stadio Grande Torino, ossia il vecchio stadio comunale restaurato.

Attualmente lo Stadio delle Alpi (che è di proprietà della Juventus) è chiuso per restauro. Finiti i lavori, forse il Torino userà questo stadio per partite di grande afflusso di pubblico. Nelle partite casalinghe, i giocatori del Torino indossano una maglia granata e pantaloncini bianchi (a volte anche i pantaloncini sono granata), ma quando giocano in trasferta, vestono di bianco. Durante gli allenamenti, la tenuta è rossa e bianca o rossa e nera.

Il Grande Torino

Il Grande Torino è il nome con il quale il Torino F.C. era conosciuto nell’Italia degli anni ’40. La squadra stabilì molti record importanti nel calcio italiano, tuttora imbattuti.

Il Grande Torino utilizzò il 4-4-2 10 anni prima del Brasile nella Coppa del Mondo del 1958, e alcune delle sue tattiche di gioco anticiparono di 35 anni il calcio totale olandese che rivoluzionò il panorama degli anni ‘70.

La formazione di partenza del Grande Torino comprendeva Valerio Bacigalupo, Aldo Ballarin, Virgilio Maroso, Pino Grezar, Mario Rigamonti, Eusebio Castigliano, Romeo Menti, Ezio Loik, Guglielmo Gabetto, Valentino Mazzola e Franco Ossola; il figlio di Ossola è attualmente il biografo principale della storia del club.

La formazione di partenza della nazionale italiana nella seconda metà degli anni ’40 era composta quasi esclusivamente di calciatori del Grande Torino, che contribuivano regolarmente con 8-9 titolari. L’11 maggio 1947, per l’amichevole tra Italia e Ungheria che finì 3-2, la formazione di partenza degli Azzurri era composta di 10 giocatori del Grande Torino e del portiere juventino Sentimenti IV. Il commissario tecnico della nazionale Vittorio Pozzo risparmiò il portiere titolare degli Azzurri Valerio Bacigalupo; altrimenti la nazionale sarebbe stata formata interamente dai giocatori del Grande Torino.

Il leggendario capitano Valentino Mazzola, che rivestì anche il ruolo di capitano della nazionale, fu anche il padre di Sandro Mazzola, a sua volta un grande campione dell’Inter e della nazionale italiana degli anni '60 e ‘70. Valentino era un regista di centrocampo completo, in grado di dirigere la squadra, passare, segnare, attaccare, difendere, ispirare e guidare i suoi compagni di squadra.