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S.S. Lazio


By Anonymous - Posted on 23 April 2008

La Società Sportiva Lazio, comunemente chiamata SS Lazio o semplicemente Lazio, è una società sportiva italiana fondata nel 1900, con sede a Roma, famosa sopratutto per la sua seziona calcistica. La Lazio gareggia in tutto in trentasette discipline sportive, più di ogni altra associazione sportiva in Europa.

I calciatori militanti nella Lazio, in maglietta celeste e pantaloncini bianchi, sono arrivati due volte primi in Seria A, nei campionati 1973–74 e 1999–00. La Lazio ha vinto inoltre quattro volte la Coppa Italia, e si è fatta valere anche in campo internazionale vincendo una Coppa delle Coppe e una Supercoppa Europea, tutte e due nel 1999. La squadra ha militato per la maggior parte della sua storia nella massima serie del campionato italiano, dove sta attualmente disputando la stagione 2007–08.

Le partite casalinghe sono giocate allo Stadio Olimpico, condiviso con i rivali della AS Roma.

Dalla fondazione al dopoguerra (1900-1949)

La Società Podistica Lazio fu fondata il 9 gennaio 1900 nel rione Prati di Roma. Il nome Lazio nasce dalla regione nella quale si trova la città di Roma, e fu scelto dal desiderio dei nove membri fondatori del club di includere anche altre città.

Nel 1901 un membro del Racing Club de Paris introdusse il calcio nella società, rendendola di fatto la società calcistica attiva più vecchia di Roma e una delle più vecchie in Italia. Fu creata una squadra immediatamente, anche se si iniziarono a giocare manifestazioni ufficiali solo l’anno successivo, nel 1902. La prima partita di calcio si disputò il 16 maggio 1902, e vide la Lazio vincere per 3-0 contro la Virtus, società poi scomparsa, formata da ex giocatori della Lazio.

La Lazio entrò a far parte del campionato di lega nel 1912, quando la Federazione Italiana Football riformò i campionati del centro-sud, e riuscì ad arrivare alla finale del campionato nazionale tre volte, non vincendo però mai, sconfitta dal Pro Vercelli nel 1913, dal Casale nel 1914 e dal Genoa nel 1923.

Nel 1927 la Lazio fu l’unica grande società romana a resistere agli sforzi del regime fascista di unificare tutte le squadre della città sotto un’unica società (che in futuro si chiamerà A.S. Roma) nello stesso anno.

La Lazio prese parte alla prima Seria A organizzata nel 1929 e, guidata dal leggendario attaccante Silvio Piola, arrivò al secondo posto nel 1937 ottenendo il suo piazzamento più alto prima della guerra.

La Lazio negli anni ’50 e ‘60

Gli anni ’50 videro la Lazio ottenere prestazioni altalenanti, un misto di piazzamenti a metà ed alta classifica con la conquista di una Coppa Italia nel 1958.

La Lazio fu retrocessa in Serie B per la prima volta nel 1961, ma risalì due anni dopo. Sotto la guida dell’allenatore Juan Carlos Lorenzo, la Lazio si assicurò un ottavo posto nel 1964, grazie ad una difesa solida, con sole 21 reti segnate e appena 24 concesse. Il risultato più eclatante della stagione fu un 3-0 in trasferta contro la Juventus.

Fra i giocatori più rappresentativi di quegli anni ci fu il centrocampista Nello Governato, che diventò poi allenatore della squadra. La Lazio retrocesse ancora nel 1967 e fece ritorno in Serie A due anni dopo, finendo successivamente ottava nella massima categoria.

Gli anni ‘70

Gli anni ‘70 iniziarono allo stesso modo degli anni ‘60, con una retrocessione nella stagione 1970-71. La promozione dell’anno successivo aprì però la strada al primo periodo di successo della Lazio. Scese in campo nella stagione 1972-73 con in squadra il capitano difensore di nascita inglese Giuseppe Wilson, Luciano Re Cecconi e Mario Frustalupi a centrocampo, Renzo Garlaschelli e Giorgio Chinaglia in attacco, e Tommaso Maestrelli come allenatore. Per merito delle reti di Chinaglia e di una difesa attenta, la Lazio si rivelò a sorpresa una contendente di Milan e Juventus per lo Scudetto nel 1972-1973, perdendo la lotta solamente all’ultima giornata della stagione a causa di una rete concessa al Napoli in trasferta, mentre la Juventus vinceva ribaltando il risultato in casa della Roma, acerrima rivale della Lazio.

Fu il preludio per la stagione 1973-74, che vide la Lazio sbaragliare la concorrenza e conquistare il primo Scudetto, guidando la classifica per tutta la stagione. Sfortunatamente non ci fu un seguito, e al quarto posto conquistato la stagione successiva seguì una lotta per evitare la retrocessione nel 1975-76 e un piazzamento a metà classifica nel 1977-78, con un quinto posto nel 1976-77. La tragica scomparsa di Luciano Re Cecconi e dell’allenatore dello scudetto Tommaso Maestrelli, aggiunte alla partenza di Chinaglia si rivelarono una disfatta per la Lazio. L’emergente Bruno Giordano risollevò la squadra in questo periodo, finendo nel 1979 capocannoniere del campionato e la Lazio ottava in classifica.

Gli anni ‘80

La Lazio fu retrocessa in Serie B nel 1980 insieme al Milan per uno scandalo di scommesse clandestine sulle proprie partite. Rimasero in Serie B per tre stagioni in quello che è conosciuto oggi come il periodo più nero nella storia della società. Nel 1983 riuscì a risalire nella massima serie e l’anno seguente a evitare una nuova retrocessione all’ultima giornata. La stagione 1984-85 fu tormentata, con appena 15 punti e un piazzamento come fanalino di coda in classifica nonostante i talenti, sebbene non realizzati, di Francesco Dell'Anno e Francesco Fonte.

Nel 1986 la Lazio fu penalizzata di 9 punti a causa di uno scandalo di scommesse nel quale fu implicato un suo giocatore, Claudio Vinazzini. Fu un vero colpo per la società, visto che all’epoca erano assegnati solo due punti al vincitore. Ne risultò una durissima lotta per evitare la retrocessione in Serie C in quella stagione, che la squadra guidata da Eugenio Fascetti evitò soltanto agli spareggi vincendo contro Taranto e Campobasso. Questo dette il via ad una nuova tendenza nella storia del club, con il ritorno della Lazio in Serie A nel 1988 e con il consolidamento della squadra come una delle squadre di punta, sotto l’attenta gestione finanziaria di Gianmarco Calleri,.

Anni ‘90

L’arrivo di Sergio Cragnotti nel 1992 cambiò per sempre la storia della società, con investimenti a lungo termine su giocatori con la voglia di rendere la squadra competitiva per la Serie A. Cragnotti polverizzò ripetutamente record di trasferimenti per ingaggiare campioni: Juan Sebastian Veron per circa 22,5 milioni di Euro, Christian Vieri per quasi 24 milioni di Euro e stabilì il nuovo record mondiale di trasferimento, sebbene solo per qualche settimana, per l’acquisto di Hernan Crespo dal Parma per poco meno di 44 milioni di Euro.

Nel 1993 la Lazio arrivò quinta in Serie A, quarta nel 1994, seconda nel 1995, terza nel 1996, e ancora quarta nel 1997, per poi perdere lo scudetto all’ultima giornata di campionato per un solo punto dietro al Milan nel 1999, con in squadra Sinisa Mihajlovic, Alesandro Nesta e Pavel Nedved, e infine conquistare il secondo scudetto nel 2000 insieme alla Coppa Italia in una rara e impressionante (per il calcio italiano) doppia vittoria con Sven-Göran Eriksson (1997-2001) come allenatore.

In aggiunta alla succitata Coppa Italia, la Lazio celebrò la vittoria di altre due in anni recenti, nel 1998 e 2004. Vinse anche l’ultima Coppa delle Coppe mai disputata nel 1999 e raggiunse la finale di coppa UEFA nel 1998, ma fu sconfitta 0-3 dall’Inter guidata da un ispirato Ronaldo. Conquistò due volte la Super Coppa Italiana e nel 1999 conquistò la Super Coppa Europea sconfiggendo il Manchester United. La Lazio è stata anche la prima società calcistica Italiana a diventare una società per azioni, essendo quotata in Piazza Affari.

Dal 2000 a oggi: declino e ripresa

La Lazio iniziò il decennio positivamente con la vittoria della Super Coppa Italiana e posizionandosi terza in campionato, anche se la partenza di Sven Goran Eriksson ne accelerò il declino. Con il capitale finanziario in estinzione, o sperperato in acquisti deludenti come Gaizka Mendieta per 35 milioni di Euro, la Lazio fallì l’importantissima qualificazione alla Champions League nella stagione 2001/2002, concludendo il campionato solamente al sesto posto.

Uno scandalo finanziario che coinvolse Cragnotti e la sua multinazionale alimentare Cirio lo forzarono a uscire dalla società nel 2002. La Lazio fu controllata fino al 2004 da dirigenti finanziari provvisori e da un gruppo di banche. Questo forzò la società a vendere in rapida successione i suoi giocatori più rappresentativi e perfino il "simbolo" della squadra, il capitano Nesta. La società fu poi venduta all’imprenditore Claudio Lotito, l’attuale proprietario della maggioranza azionaria.

Quell’estate, il 36enne campione ex-giocatore laziale Paolo Di Canio accettò di rigiocare nella squadra per la quale faceva il tifo da ragazzino, accettando una riduzione dello stipendio del 75 percento. La stagione 2005-2006 vide la Lazio perdere alcuni giocatori veterani come Fernando Couto, Paolo Negro e Giuliano Giannichedda, che furono lasciati andare via dalla società, fra i tanti motivi, per abbattere le spese salariali. L’annata 2005-2006, sotto la guida dell’allenatore Delio Rossi, vide la squadra competere sopra ogni aspettativa, grazie ad una miscela di giocatori esperti come Angelo Peruzzi e i centrocampisti preferiti dai tifosi, Fabio Liverani e Ousmane Dabo, con giocatori motivati meno esigenti economicamente. La politica ebbe buon esito, e la squadra si qualificò alla Coppa EUFA per l’anno 2006-07.

Il 14 luglio, fu annunciata la retrocessione del club in Serie B con 7 punti di penalizzazione per il coinvolgimento in uno scandalo di partite truccate. L’appello della società si concluse positivamente, e nella nuova sentenza emessa il 25 luglio la penalizzazione fu ridotta a 11 punti da scontare nella stagione seguente in Serie A (poi ridotta a 3 punti) e a una deduzione di 30 punti nella precedente stagione di Serie A, risultando nella perdita del diritto di disputare la Coppa UEFA.

Nonostante la successiva riduzione di punti, la Lazio conquistò il terzo posto nella stagione 2006/2007, riuscendo quasi a battere il record vittorie consecutive: la squadra attuale ne totalizzò 8, la squadra che vinse lo scudetto nel 2000 stabilì il record di 9.