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Juventus Football Club
Lo Juventus Football Club, o più comunemente Juventus, o Juve, è una società di calcio di Torino.
Dalla sua fondazione il club ha sempre militato, escluso un anno, nella massima categoria del campionato italiano di calcio.
Ha conquistato un totale di 51 titoli ufficiali, più di qualsiasi altra squadra italiana; 40 trofei di livello nazionale, anch'esso un primato, e 11 trofei di livello internazionale. Soprannominata La Vecchia Signora, è la terza squadra europea e la sesta a livello mondiale per numero di titoli vinti e ufficialmente riconosciuti da ciascuna delle sei confederazioni regionali e dalla FIFA.
Nel 1985 diventò l'unica squadra di calcio al mondo ad avere vinto tutti i tornei e coppe ufficiali di livello internazionale (incluse tutte le competizioni Europee e la Coppa Intercontinentale), e divenne la prima società nella storia del calcio europeo ad aver vinto tutte e tre le maggiori competizioni della UEFA. La società torinese è anche uno dei membri fondatori del gruppo G-14, adesso scomparso, composto dai principali club calcistici europei, e dell’Associazione dei Club Europei (ECA), nata al suo posto.
Ad oggi, fino al 2011, a causa degli imponenti lavori di ristrutturazione al proprio stadio (Stadio delle Alpi), la Juventus giocherà le partite casalinghe allo Stadio Olimpico di Torino.
Storia
La Juventus fu fondata alla fine del 1897 come Sport Club Juventus da giovani studenti del liceo torinese Massimo D’Azeglio, ma solo due anni dopo fu chiamata Football Club Juventus. La società disputò il campionato italiano per la prima volta nel 1900, indossando la casacca rosanera originale. La squadra vinse per la prima volta il titolo nazionale nel 1905, giocando al Velodromo Umberto I indossando la famosa maglia bianconera.
Nel 1906 alcuni membri della società bianconera presero in considerazione di spostare la Juventus fuori Torino, ne risultò così una scissione. Il presidente Alfredo Dick, non soddisfatto, decise di lasciare la società assieme ad alcuni giocatori importanti e formare il Torino Football Club. La nascita di un secondo club torinese dette vita al famoso Derby della Mole, e con la prima guerra mondiale alle porte, la Juventus si trovava impegnata nella ristrutturazione interna della società a causa della scissione.
Dominio in campionato
Il proprietario della Fiat Edoardo Agnelli assunse il controllo della società nel 1923, e nello stesso anno costruì un nuovo stadio. Questo aiutò notevolmente la squadra nel conseguire il secondo titolo nazionale nella stagione 1925–26, vincendo contro l’Alba Roma con il risultato totale di 12–1; le reti di Antonio Vojak furono determinanti in quella stagione. Gli anni ‘30 si rivelarono ancora più positivi grazie ai cinque campionati nazionali consecutivi conquistati dal 1930 al 1935, la maggior parte con Carlo Carcano come allenatore e con campioni del calibro di Raimundo Orsi, Luigi Bertolini, Giovanni Ferrari e Luis Monti in squadra.
All’epoca la Juventus aveva un nuovo stadio, lo Stadio Comunale, anche se per il resto degli anni ’30 e la maggior parte degli anni ‘40 non riuscì a riprendersi la supremazia del campionato. Dopo la seconda guerra mondiale, Gianni Agnelli ricoprì la carica di presidente onorario e i bianconeri aggiunsero altri due scudetti al loro palmares nelle stagioni 1949–50 e 1951–52, il secondo dei quali guidato dall’Inglese Jesse Carver.
La Juventus divenne la prima squadra italiana ad aver vinto dieci volte il campionato di lega. Nella stagione 1957–58 furono affiancati al veterano Giampiero Boniperti due nuovi attaccanti, il Gallese John Charles e l’Italo-Argentino Omar Sivori. Fu in quella stagione che la società bianconera ricevette la Stella d’Oro al Merito Sportivo da indossare dopo essersi aggiudicata per dieci volte il titolo. Fu nella stessa stagione che Omar Sivori divenne il primo giocatore juventino a vincere il riconoscimento di miglior giocatore europeo dell’anno. L’anno dopo, con la vittoria sulla Fiorentina, la Juve mise a segno la prima doppia vittoria, arrivando prima in Serie A e vincendo la Coppa Italia. Boniperti smise di giocare nel 1961, si ritirò con il primato di miglior marcatore della storia del club, con 182 reti in tutte le competizioni; un record che rimarrà imbattuto per ben 45 anni.
Nel resto del decennio il club vinse il campionato solo una volta, nella stagione 1966–67. Ma è negli anni ‘70 che la Juventus si affermerà come forza dominante nel calcio in italia. Sotto la guida dell’ex giocatore Čestmír Vycpálek conquistò lo scudetto nelle stagioni 1971–72 e 1972–73, con giocatori del calibro di Roberto Bettega, Franco Causio e José Altafini. La fine degli anni ‘70 la vide trionfare ancora con altri due scudetti, grazie al contributo significativo del difensore Gaetano Scirea. Il secondo scudetto fu guidato da Giovanni Trapattoni, l’uomo che aiuterà il club a dominare continuamente nella prima metà degli anni ‘80.
Il palcoscenico europeo
L’era di Trapattoni negli anni ‘80 fu molto positiva. La Vecchia Signora iniziò bene il decennio, vincendo altri tre scudetti entro il 1984. Nel 1982 riceve per la seconda volta la Stella d'Oro al Merito Sportivo, centrando in bacheca venti campionati di lega e diventando l’unico club italiano a conquistare il primato. Questo periodo vede giocatori juventini raccogliere consensi su scala sempre maggiore; Paolo Rossi fu decretato Giocatore Europeo dell’anno e trascinò con le sue reti la nazionale italiana verso la vittoria della Coppa del Mondo FIFA.
Anche il compagno di squadra francese Michel Platini fu insignito del premio di miglior Giocatore Europeo e stabilì il record ottenendolo ben tre anni consecutivi: 1983, 1984 e 1985. La Juventus è l’unica società ad avere visto dei suoi giocatori vincere questo premio quattro anni di fila. Fu proprio Platini a segnare la rete decisiva nella finale di Coppa dei Campioni contro il Liverpool nel 1985, vittoria però rovinata da una tragedia destinata a cambiare il calcio in Europa. La tragedia dello stadio Heysel, dove 39 persone (principalmente tifosi della Juventus) rimasero uccise nel crollo di mura, mentre i tifosi del Liverpool creavano disordini. Questo evento è stato definito "il momento più buio nella storia delle competizioni europee" e resultò in una pesante squalifica di tutte le squadre inglesi con l’esclusione dalle competizioni europee.
Con l’eccezione della sola vittoria di misura nella stagione 1985–86, i rimanenti anni ’80 non ebbero molto da offrire per il club, che soffrì rivalità importanti come il Napoli di Diego Maradona e le due squadre milanesi (Milan e Inter) trionfanti in campionato. Nel 1990 la Juventus si trasferisce nel nuovo stadio, lo Stadio delle Alpi, costruito nel 1990 in occasione della Coppa del Mondo.
L’era di Marcello Lippi
Marcello Lippi divenne l’allenatore della Juventus all’inizio della stagione 1994–95. La sua prima annata al timone della squadra fu di buon esito, riuscendo a far riconquistare ai bianconeri lo scudetto che mancava da metà degli anni ‘80. Si annoveravano tra le fila del club giocatori del calibro di Ciro Ferrara, Roberto Baggio, Gianluca Vialli e un allora giovane Alessandro Del Piero. Lippi guidò la Juventus alla vittoria della Champions League nella stagione seguente, sconfiggendo l’Ajax ai rigori dopo un pareggio di misura (1–1) con rete juventina siglata da Fabrizio Ravanelli.
La società non perse tempo dopo la vittoria della competizione europea, portando a termine acquisti di giocatori altamente rispettati come Zinédine Zidane, Filippo Inzaghi e Edgar Davids. Le annate 1996–97 e 1997–98 videro la Juventus trionfare ancora in Serie A, così come nella Super Coppa Europea, e raggiungere successivamente, nel 1997 e 1998, la finale di Champions League, uscendo però sconfitta da Borussia Dortmund e Real Madrid.
Dopo aver lasciato il club per un anno, Lippi fece ritorno, portando in squadra giocatori come Gianluigi Buffon, David Trézéguet, Pavel Nedvěd e Lilian Thuram, le cui prestazioni risultarono fondamentali per la vittoria dei due scudetti nelle stagioni 2001–02 e 2002–03. La Juventus disputò anche una finale tutta italiana di Champions League nel 2003, ma il Milan ebbe la meglio ai rigori dopo un pareggio a reti bianche (0-0) nei 90 minuti regolamentari. L’anno seguente, Lippi fu scelto come allenatore della nazionale italiana, ponendo fine ad uno dei periodi più prolifici nella storia degli allenatori bianconeri.
Storia recente
Nel 2004 Fabio Capello diventa l’allenatore della Juventus, portandola alla vittoria di altri due scudetti. Nel maggio 2006, la Juventus risultò implicata, assieme ad altre quattro società, in uno scandalo di partite truccate in Serie A. Le consequenze furono la retrocessione del club in Serie B, per la prima volta nella sua storia, così come la revoca dei due scudetti vinti sotto la guida di Capello.
Molti giocatori fondamentali se ne andarono, ma altri giocatori importanti rimasero ad aiutare il club a risalire in Serie A. L’annata fu di quelle storiche perchè vide Alessandro Del Piero stabilire un nuovo record della società, diventando il primo giocatore della Juventus a totalizzare 500 presenze in tutte le competizioni con la maglia bianconera. La squadra raggiunse immediatamente la promozione vincendo il campionato di serie B nella stagione 2006–07, e l’anno del ritorno in Serie A (2007–08) vide l’ex allenatore del Chelsea Claudio Ranieri diventarne l’allenatore.
Colori, emblema e soprannomi
È dal 1903 che la Juventus gioca in tenuta a strisce bianconere, con pantaloncini bianchi e a volte neri. In origine la maglia era rosa con cravatta nera, dovuto alla spedizione di maglie sbagliate. Il padre di uno dei giocatori creò le prime maglie, ma i lavaggi causarono uno scolorimento così evidente che nel 1903 la società pensò a cambiarle.
La società chiese ad uno dei membri, l’inglese John Savage, informazioni su contatti in Inghilterra in grado di fornire magliette con colori più consoni e che resistessero meglio all’usura. John aveva un amico a Nottingham, il quale essendo un tifoso del Notts County, spedì a Torino magliette a strisce bianconere.
“La Juve ha da allora sempre indossato questi colori, considerandoli di forte impatto e aggressività.”
Colori sociali
L’emblema della Juventus ha subito cambiamenti e modifiche dal secondo decennio del secolo scorso. L’ultima modifica all’emblema della Vecchia Signora si è verificata prima della stagione 2004–05. Attualmente, l’emblema della squadra rappresenta uno scudo bianco e nero di forma ovale; lo scudo è di origine ecclesiastica, ed è diviso in cinque strisce verticali, due bianche e tre nere. All’interno dello scudo si possono osservare i seguenti elementi: nella parte superiore il nome della società sovraimpresso a un’area bianca convessa sopra a una curva color oro (l’oro simboleggia l’onore), nella parte inferiore la forma di un toro che carica sovraimpressa ad uno scudo nero di origine francese. Il toro che carica è il simbolo del comune di Torino, mentre la forma della corona murale sopra la base del triangolo sferico nero è una reminiscenza di "Augusta Tourinorum", la vecchia città dell’epoca romana di cui l’odierna capitale piemontese è erede culturale.
Emblema e soprannomi
In passato, la sezione convessa dell’emblema era di colore blu (un altro simbolo della città di Torino) ed era invece di forma concava. Il vecchio scudo francese e la corona murale, nella sezione inferiore, erano di dimensioni considerevolmente maggiori rispetto al presente. Le due stelle d’oro al merito sportivo erano collocate sopra le sezioni concava e convessa dell’emblema. Durante gli anni ‘80 il simbolo della squadra era una zebra con le stelle ai lati del muso, e sopra di essa il nome del club a formare un arco.
Durante la sua storia, il club ha acquisito diversi soprannomi, quello di “Vecchia Signora” ne è forse il miglior esempio. La parte del soprannome "Vecchia" è un gioco di parole visto che “Juventus” in latino significa "gioventù". Fu originato dall’età dei suoi giocatori più rappresentativi verso la metà degli anni ‘30. La parte "signora" è come la squadra veniva affettuosamente chiamata dai tifosi prima degli anni ‘30. Il club è anche soprannominato la “Fidanzata d'Italia”, dovuto al fatto che sono stati molti lavoratori immigrati dal sud (in particolare da Napoli e Palermo) a Torino negli anni ‘30 per lavorare alla Fiat che hanno sostenuto con affetto la squadra nel passare degli anni. Altri soprannomi sono “i bianconeri” e “le zebre”, con riferimento ai colori sociali.
Gli stadi
Dopo i primi due anni (1897 e 1898) nei quali la Juventus giocò al Parco del Valentino e al Parco Cittadella, le partite casalinghe si svolsero allo Stadio Piazza d'Armi fino al 1908. Le uniche eccezioni furono nel 1905, anno del primo scudetto, e nel 1906, in cui si giocò in Corso Re Umberto.
Più tardi, dal 1909 al 1922, la Juventus giocò le gare interne al Campo di Corso Sebastopoli, per poi spostarsi dall’anno successivo fino al 1933 al Campo di Corso Marsiglia. Fu lì che la squadra conquistò quattro titoli di lega. Alla fine del 1933 iniziò a giocare allo stadio Benito Mussolini (poi diventato Stadio Comunale "Vittorio Pozzo" e infine Stadio "Olimpico" di Torino), inaugurato in occasione della Coppa del Mondo del 1934. In quello stadio la Juve giocherà ben 890 partite di campionato per 57 anni, fino al 1990. Anche in seguito, la squadra ha continuato ad allenarsi in quello stadio fino al 15 luglio 2003, quando il Comune di Torino lo cedette a titolo gratuito al Torino, dando invece il "Delle Alpi" alla società bianconera.
Dal 1990 alla stagione 2005-06, la Juventus ha disputato tutte le partite interne allo Stadio Delle Alpi, costruito in occasione della Coppa del Mondo disputatasi nel 1990 in Italia. Solo in rarissime occasioni la squadra ha disputato partite interne in altri stadi, come il Renzo Barbera di Palermo, il Dino Manuzzi di Cesena e lo Stadio Giuseppe Meazza di Milano.
Nell’agosto 2006 i bianconeri ritornarono a giocare allo Stadio Comunale, adesso chiamato “Stadio Olimpico”, dopo la ristrutturazione dei Giochi Olimpici Invernali. L’impianto è in grado di ospitare 27.168 spettatori.
Tifosi e rivalità sportive
Per maggiori informazioni su questo argomento, consultare “Derby della Mole”, “Derby d'Italia” e Juventus Ultras.
La Juventus, con più di 11 milioni di tifosi, è la squadra con più sostenitori in Italia (il 28% del numero totale di tifosi) secondo un sondaggio pubblicato dal giornale La Repubblica nell’agosto 2007. La Juventus è anche una delle squadre con più sostenitori al mondo (43 milioni soltanto in Europa), particolarmente concentrati nei paesi mediterranei per il maggior numero di italiani emigrati in quesi paesi. La Vecchia Signora ha associazioni di sostenitori sparse in tutto il mondo, inclusi Canada, Stati Uniti, Malta, San Marino, Inghilterra, Iran, Grecia, Israele, Vietnam, e molti altri paesi.
Nonostante l’alto numero di sostenitori, la presenza di tifosi in gare interne è mediamente intorno ai 22.000, molti meno di tante altre squadre prestigiose europee. Al contrario, la richiesta di biglietti in occasione di partite casalinghe disputate fuori Torino è molto alta, sottolineando il fatto che la squadra ha molti sostenitori sparsi in tutto il paese. La Juventus è molto popolare nell’Italia meridionale e in Sicilia, risultando in maggiori presenze di sostenitori in trasferta rispetto alle partite giocate a Torino.
Gli ultras juventini hanno ottimi rapporti con i sostenitori del Piacenza, ADO Den Haag e Legia Varsavia. Ci sono anche diverse rivalità, due delle quali molto significative. La prima è con il Torino, con la quale competono nella stracittadina chiamata anche “Derby della Mole” (o Derby di Torino). Questa rivalità risale al 1906 quando il club granata fu fondato da ex-membri della società bianconera. L’altra grande rivalità è con l’Inter, con le sfide fra le due squadre definite addirittura “Derby d'Italia”. Fino al momento dello scandalo delle partite truccate nel 2006 che vide la retrocessione della Juventus, Inter e Juventus erano le uniche due squadre italiane ad aver militato nella massima serie. Le due squadre sono ai primi due posti per quanto riguarda il numero di tifosi in Italia, e la rivalità si è oggi intensificata rispetto alla fine degli anni ‘90. Il livello più alto di sempre è stato raggiunto dopo lo scandalo di Calciopoli, successivamente al ritorno in seria A della Juventus.
Onorificenze
Storicamente la Juve è una delle società calcistiche più prestigiose e vittoriose al mondo, con un totale di 51 trofei ufficiali conquistati: 40 di livello nazionale e 11 di livello internazionale, tutti riconosciuti dall'Unione delle Federazioni Calcistiche Europee e dalla Federazione Internazionale delle Associazioni Calcistiche.
La Vecchia Signora si è guadagnata l’onore di indossare sulla maglia due stelle d'oro al merito sportivo, che rappresentano i venti scudetti conquistati dalla società. Il decimo fu vinto nella stagione 1957–58 e il ventesimo nel campionato 1981–82. La Juventus è anche l’unica squadra al mondo vincitrice di tutte le manifestazioni calcistiche per club e ha ricevuto, per la prima volta in Europa, la Targa UEFA dall'Unione delle Federazioni Calcistiche Europee nel 1987, come riconoscimento per aver vinto tutte e tre le più importanti competizioni europee per club.
Statistiche e record
Il record ufficiale di maggior numero di presenze con la maglia bianconera lo detengono Gaetano Scirea e Alessandro Del Piero, con 552 gettoni. Del Piero è però ancora in attività e potrà superare Scirea il 3 Marzo 2008 nella partita Juventus-Parma. Giampiero Boniperti detiene il record di presenze in Serie A, 444. Fra i giocatori della squadra attuale Alessandro Del Piero è quello con il maggior numero di presenze ufficali, 519 (ad agosto 2007).
Se si includono tutte le competizioni, Alessandro Del Piero è capocannoniere storico della Juventus con 230 marcature, al 16 febbraio 2008, da quando è entrato a far parte della squadra nel 1993. Giampiero Boniperti, che ha mantenuto il record dal 1961, è secondo con 182 reti, ma detiene ancora (a giugno 2007) il record di goleador per le marcature in campionato.
Nella stagione 1933–34, Felice Placido Borel andò a segno 31 volte in 34 apparizioni, decretando il record di reti in campionato di Serie A. Ferenc Hirzer è il giocatore ad aver segnato di più nella stessa stagione con 35 reti in 26 partite nell’annata 1925–26 (record in Italia). Omar Enrique Sivori detiene il primato del numero di marcature in una partita (6) anch’esso un record in Italia (contro l’Inter nella stagione 1960–61).
La prima gara ufficiale della storia bianconera fu nel terzo Campionato Federale, predecessore della Serie A, contro l’FBC Torinese nella quale la Juve uscì sconfitta per 0–1. La più ampia vittoria della Juventus fu 15–0 contro il Cento, nel sesto turno della Coppa Italia nella stagione 1926–27. Per quanto riguarda la più ampia vittoria in campionato fu contro la Fiorentina e contro il Fiumana, tutte e due vinte per 11-0 nella stagione 1928–29. Le sconfitte più pesanti in campionato arrivarono nel 1911–12 e 1912–13; contro il Milan nel 1912, (1–8) e contro il Torino FC nel 1913 (0–8).
La Vecchia Signora detiene il record per il maggior numero di reti in una stagione, includendo partite di campionato, coppa Italia e competizioni europee, con un totale di 106 reti totalizzate nella stagione 1992–93. La vendita di Zinédine Zidane al Real Madrid (Spagna) nel 2001 ha segnato il record mondiale per il trasferimento più costoso di un giocatore, incassando dalla società spagnola circa 58 milioni di euro.
Contributo alla nazionale italiana
La Juventus è il club che nella sua storia ha contribuito maggiormente alla nazionale italiana, e l’unica squadra in Italia ad aver fornito giocatori ad ogni nazionale azzurra dalla seconda edizione della Coppa del Mondo FIFA. La Vecchia Signora ha contribuito con un gran numero di giocatori alle varie spedizioni tricolori alla Coppa del Mondo, e questi periodi di grande successo hanno coinciso con le due età d’oro nella storia del club torinese. Questi periodi sono conosciuti come “Il Quinquennio d’Oro”, dal 1931 al 1935, e “Il Ciclo Leggendario”, dal 1972 al 1986.
La Juventus ha anche contribuito in proporzione minore alle nazionali di altri paesi. Zinédine Zidane e il capitano Didier Deschamps militavano nella Juve quando vinsero la Coppa del Mondo del 1998 con la Francia, alzando a 24 il numero dei giocatori della Juventus vincitori della Coppa del Mondo, più di qualsiasi altro club del pianeta. Tre giocatori bianconeri hanno anche vinto il campionato europeo con altre nazionali, Luis del Sol lo vinse nel 1964 con la Spagna, e i Francesi Michel Platini e Zidane lo vinsero rispettivamente nel 1984 e nel 2000.